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Questa catgoria contiene risposte a quesiti specifici di vario genere o approfondimenti su tematiche di natura fiscale, societaria, o legale, che si ritiene utile diffondere.

Regime forfetario (L. 190/2014, art. 1 commi da 54 a 89; Legge di Stabilità 2015)

Regime forfetario (L. 190/2014, art. 1 commi da 54 a 89; Legge di Stabilità 2015)

L’articolo 1 commi da 54 a 89 della Legge 190/2014 ha introdotto il nuovo regime forfetario a partire dal 1° gennaio 2015, che prevede sia per le piccole imprese, sia per i piccoli professionisti, semplificazioni ai fini Iva e ai fini contabili, consentendo la determinazione forfetaria del reddito da assoggettare a un’unica imposta in sostituzione di quelle ordinariamente previste, nonché di accedere ad un regime contributivo opzionale per le imprese.

Requisiti di accesso al regime

Il nuovo regime spetta ai contribuenti, persone fisiche, che esercitano attività di impresa, arti o professioni in forma individuale, purchè non incorrano in una delle cause di esclusione previste dal comma 57 della Legge 190/2014. E’ un regime privo di scadenza e rappresenta il regime fiscale naturale per quei contribuenti già in attività che nell’anno precedente abbiano conseguito:

  • ricavi o percepito compensi non superiori ai limiti indicati nell’allegato 4, alla L. 190/2014, diversi a seconda della tipologia di attività svolta (codice ATECO);
  • spese per lavoro accessorio, lavoro dipendente e per compensi erogati ai collaboratori non superiori a 5.000€ lordi. Non sono compresi i compensi corrisposti in via occasionale per attività commerciali o professionali non esercitate abitualmente
  • costo complessivo dei beni strumentali, al lordo degli ammortamenti, non superiore a 20.000€ alla data di chiusura dell’esercizio, esclusi i beni immobili acquisiti e utilizzati per l’esercizio dell’impresa, dell’arte o della professione. Rilevano per il calcolo del limite: per i beni in locazione finanziaria, il costo sostenuto dal concedente; per i beni in locazione, noleggio e comodato, il valore normale determinato (art. 9, D.P.R. 917/1986) alla data del contratto di locazione, noleggio o comodato; per i beni di proprietà, il prezzo di acquisto.

Vantaggi per chi inizia una nuova attività

Per i contribuenti che iniziano una nuova attività in regime forfetario beneficiano di una riduzione di 1/3 dell’imponibile al lordo dei contributi previdenziali versati e dedotti e delle perdite pregresse da portare in diminuzione del reddito. Al fine di favorire l’avvio di nuove attività, per il periodo d’imposta in cui l’attività è iniziata e per i quattro successivi, l’aliquota è pari al 5% a condizione che:

  1. il contribuente non abbia esercitato, nei tre anni antecedenti l’inizio dell’attività in regime forfetario, attività artistica, professionale o d’impresa anche in forma associata o familiare;

  2. l’attività da esercitare non sia mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui l’attività precedentemente svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni;

  3. qualora venga proseguita un’attività svolta in precedenza da altro soggetto, l’ammontare dei ricavi e compensi, realizzati nel periodo d’imposta precedente quello di riconoscimento del predetto beneficio, non sia superiore ai limiti di cui al comma 54.

Adempimenti

I contribuenti che già svolgono un’attività di impresa, arte o professione, accedono al regime forfetario senza fare alcuna comunicazione preventiva/successiva (con la dichiarazione annuale). Tali soggetti sono obbligati ad inviare apposita comunicazione telematica all’Inps entro il 28 febbraio di ciascun anno, qualora interessati a fruire del regime contributivo agevolato. I soggetti che iniziano un’attività di impresa, arte o professione e che presumono di essere in possesso dei requisiti e delle condizioni previste per l’applicazione del regime in esame, ne devono dare comunicazione nella dichiarazione di inizio attività (art. 35 del D.P.R. 633 del 1972). L’omessa indicazione nella dichiarazione di inizio attività, dell’intenzione di applicare il regime forfetario comporta una sanzione amministrativa di cui all’art. 11, co. 1, lett. a) del d.lgs. n. 471 del 1997 (da euro 250 a euro 2000).

Agevolazioni contabili e fiscali

Con riferimento all’IVA, i contribuenti che applicano il regime forfetario sono esonerati dagli obblighi di liquidazione e versamento dell’imposta e da tutti gli altri obblighi previsti dal D.P.R. 633/1972:

  • registrazione fatture emesse
  • registrazione corrispettivi
  • registrazione fatture acquisti
  • tenuta e conservazione dei registri e dei documenti
  • presentazione della dichiarazione Iva e della comunicazione annuale IVA
  • presentazione dello spesometro
  • presentazione della comunicazione telematica all’Agenzia delle Entrate nei confronti di operatori economici aventi sede, residenza o domicilio in Paesi “black-list”

I soggetti in regime forfetario restano comunque soggetti agli obblighi di numerazione e conservazione delle fatture d’acquisto e delle bollette doganali, di certificazione dei corrispettivi (ad eccezione per quelle attività esonerate ai sensi dell’art. 2 del D.P.R. 21 dicembre 1996, n. 696) e di conservazione dei relativi documenti. Per tali soggetti rimane obbligatoria l’emissione della fattura (senza addebito dell’IVA a titolo di rivalsa), che dovrà riportare l’annotazione “operazione in franchigia da IVA” con l’indicazione del riferimento normativo. Per quanto riguarda gli acquisti, non potrà essere esercitato il diritto alla detrazione dell’IVA sulle relative fatture.

Inoltre, per quei soggetti che applicano il regime forfetario, non viene applicato il reverse charge alle cessioni di beni e prestazioni di servizi (si rinvia alla circolare n. 37/E del 29 settembre 2006). Qualora questi soggetti acquistino beni o servizi in regime di reverse charge, saranno tenuti ad assolvere l’imposta e, non potendo esercitare il diritto di detrazione, dovranno effettuare il versamento dell’imposta a debito.

I contribuenti aderenti al regime forfetario determinano il reddito con applicazione del principio di cassa. Il reddito imponibile viene determinato forfetariamente, applicando ai ricavi o ai compensi percepiti una percentuale di redditività che varia a seconda del codice ATECO dell’attività svolta. Al reddito determinato si applica un’imposta sostitutiva di Irpef, relative addizionali e Irap pari al 15%. Viene sostituita la previsione contenuta nel comma 65 dell’art. 1 della legge n. 190/2014, ovverosia la possibilità per i primi tre anni di attività di applicare l’imposta sostitutiva del 15% su un reddito imponibile ridotto di un terzo, con la possibilità nell’anno di avvio della nuova attività e nei quattro anni successivi di godere di un’imposta ridotta al 5% (art. 1, comma 65, L. 190/2014, aggiornato con la Legge di stabilità 2016).

Disapplicazione del regime forfetario

Il cessazione del regime forfetario può avvenire per:

  • disapplicazione per opzione: i contribuenti in regime forfetario decidono di disapplicarlo, optando per la determinazione delle imposte sul reddito e dell’imposta sul valore aggiunto nei modi ordinari, ai sensi del comma 70. L’opzione per il regime ordinario avviene tramite un comportamento concludente, ma deve essere comunicata barrando l’apposito campo della dichiarazione annuale Iva da presentare (compilando il quadro VO) relativamente al primo periodo d’imposta in cui l’opzione ha avuto applicazione. L’opzione deve essere comunicata all’amministrazione finanziaria con la prima dichiarazione annuale Iva successiva alla scelta operata. Inoltre, rimane valida per almeno un triennio e, decorso il periodo minimo, per ciascun anno successivo fino alla revoca;
  • disapplicazione per legge: perde efficacia dall’anno successivo a quello in cui viene meno anche solo uno dei requisiti di accesso previsti dal comma 54, ovvero si verifica una delle cause di esclusione previste dal comma 57;
  • disapplicazione a seguito di accertamento: ai sensi del comma 74 (L.190/2014), il passaggio in giudicato dell’avviso di accertamento che dimostri l’assenza di una delle condizioni di cui al comma 54 o l’esistenza di una delle ipotesi al comma 57, determina l’uscita dal regime forfetario del periodo successivo a quello accertato.

Normativa e prassi

  1. Circolare n.10/E; Regime forfetario – legge 23 dicembre 2014, n. 190, art. 1 commi da 54 a 89, Legge di stabilità 2015
  2. Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – Legge di Stabilità 2015 (L. 190/2014, arti 1 commi da 54 a 89)